Poesie

Carnevale

Che cos’è quest’allegrezza

di febbraio,

che cosparge di colore

gli abiti

delle nostre vite? E quest’odore

intenso di frittura eloquente

che invade le strade?

E’ l’immagine

della festa più originale:

dei pierrot, del circo,

di pagliacci,

vestiti

con vecchi stracci,

che sorridono di malinconia.

Umani travestiti di fantasia

in animali a comando

di questa favola

bella,

di un potere che favella,

di un popolo che si ribella,

ma la filastrocca è sempre quella:

la maschera di Pulcinella!

In un mondo di Brighella ed Arlecchini

piangono le tasche, senza i quattrini!

Bautte colorate che intrappolano

le oneste persone

vestite da sé stesse,

maschere quotidiane,

umani in cerca di pane,

di lavoro,

di liberazione,

di sogni senza evoluzione

che osservano

la maschera velata del diritto

fragile e sconfitto.

Contemplato.

Col suo aspetto

da tutti invidiato;

di una Costituzione

che non trova applicazione

nella umana legge della contraddizione !

Che dire degli animali?

Per loro i giorni son tutti

uguali:

non sono lupi per essere agnelli,

non sono gatti per essere uccelli.

E’ Carnevale, illusoria

festa per far credere

che è tutta una finzione

questo mondo che assume

le sembianze di una

Invisibile Prigione!